La
nostra organizzazione intende realizzare un centro per lo studio
e la diffusione di informazioni sulle dipendenze da web; la sensibilizzazione
e la cooperazione con i servizi territoriali, medici di base,
nonché soggetti a contatto con le categorie più
a rischio, in riferimento al problema delle “potenzialità
psicopatologiche del web” e delle dipendenze connesse all'abuso
di nuove tecnologie virtuali.
Si intende divenire un punto di riferimento, di analisi, consulenza
e sostegno per i casi di discontrollo del comportamento, “media
addiction” o IAD (Internet Addiction Disorder), a causa
soprattutto dell'abuso in videogiochi, cyber-relazioni (comunicazioni
virtuali), giochi di ruolo on-line, e dipendenza da eccessive
informazioni (overload addition).
Inoltre la nostra organizzazione si adopera per promuovere e facilitare
i rapporti interpersonali, e per sviluppare la creatività
dei giovani tramite attività ricreative artistico-sportive.
La forte diffusione dell’uso di PC tra i giovanissimi accrescerà
sensibilmente questo fenomeno che oggi non è adeguatamente
ostacolato da associazioni e organizzazioni competenti. D’altro
canto, il consenso che il nostro progetto ha riscontrato tra le
scuole e nei comuni del nostro territorio manifesta una significativa
attenzione al problema.
Un pò di
numeri...
Secondo un recente sondaggio condotto da SicuramenteWeb su 2400
persone circa emergono dati non rassicuranti relativi la sicurezza
degli utenti e la loro consapevolezza sui metodi per la gestione
della privacy. Più della metà degli iscritti ai
social network (il 56%) ha meno di 19 anni, solo il 61% degli
intervistati è a conoscenza dei settaggi di privacy che
consentono di gestire la visibilità delle foto pubblicate;
questa percentuale scende al 53% se si considerano esclusivamente
i minorenni, la fascia più a rischio. La metà dei
teenager iscritti ai social network consente ai genitori l'accesso
al proprio profilo: il 54% dei ragazzi tra i 10 e i 14 anni ha
infatti dichiarato di avere papà e mamma tra gli amici,
percentuale che scende al 41% tra i 15 e i 18 anni. Solo l’11%
dei genitori tuttavia monitorano realmente le attività
dei propri figli.
Secondo un’indagine DOXA del 2007 svolta per mezzo di interviste
telefoniche fatte ad un campione nazionale di 861 genitori e a
424 figli di età compresa tra 10 e 17 anni, ben il 70 %
di loro utilizza regolarmente internet, e il 40% dichiara di sentirsi
esposto a rischi. L’81% di essi, invece, ritiene che il
web nasconda insidie e rischi. Un quadro preoccupante, quello
emerso, tanto che anche l’associazione onlus “Save
the Children” è intervenuta sull’argomento,
organizzando perfino un convegno dal titolo “I ragazzi,
Internet e i cellulari: opportunità e rischi. A chi la
responsabilità per un utilizzo sicuro?”. Sempre l’indagine
Doxa ha rilevato come il 68% del campione di genitori intervistato
sia preoccupato per l’uso eccessivo che i propri figli fanno
di internet.
|